Matteo Mezzetta, artista internazionale nato a Lione, arriva a Cremona con una mostra personale in via Solferino, presso l’ex Borsino. Dal 24 al 26 maggio!

 Luce Riflessa, la prima personale di Matteo Mezzetta a Cremona

24-26 maggio 2019, Sala ex Borsino, via Solferino 29

Eclettico, internazionale e poliedrico. Matteo Mezzetta approda a Cremona con una mostra personale che partendo dagli ultimi lavori, della serie Gravity, procede a ritroso in un viaggio che abbraccia gran parte della sua produzione artistica spaziando tra i suoi progetti passati: At First, Panoramas, Into the wild, Le peintre.

Un viaggio che inizia da Lione città in cui l’artista è nato, crocevia di una variegata umanità sempre di passaggio che, un po’ come la Dublino di Joyce, lo influenza in un’analisi, quasi psicoanalitica, dei grandi contrasti esistenziali. 

Un viaggio che lo spinge a Milano, dove tutt’ora vive e crea e dove ha trovato il giusto riconoscimento del pubblico. Numerose mostre, collaborazioni con gallerie, anche internazionali, e la convinzione da parte della critica che si tratti di un artista su cui scommettere. 

Spazio pubblico e privato, intimità ed estraneità, domesticità e natura sono indagati, scandagliati con una tecnica unica attraverso cui, dopo aver creato lo scatto ed averlo proiettato sulla tela, il tessuto pittorico viene a costruirsi con le precise pennellate, in chiave di grigi. 

 La ricerca di Matteo Mezzetta muove da una classica matrice iperrealista, dalla necessità di assecondare quel confronto tra immagine fotografica e immagine dipinta che contraddistingue la sua inconfondibile modalità stilistica. E tuttavia se ne discosta nei presupposti teorici. A differenza del mero pretesto iperrealista di fotografare la realtà, la sua pittura esplora dei veri e propri immaginari ogni volta differenti e definiti.

La realtà viene fotografata, scomposta e poi ricomposta nelle sue opere dove momenti quotidiani o scenari da lui stesso costruiti, svelano, attraverso le luci e le ombre, un mondo figurativo carico di significati. Le sue tele mettono in relazione, per contrasto o armonizzazione, visibile ed invisibile, detto e non detto, sentimento o distacco emotivo, luci ed ombre.

Prima della resa pittorica, dunque, è d’istanza la realizzazione di un’immagine fotografica da proiettare sulla tela. I suoi lavori sono attraversati e inquadrati da una duplice prospettiva: quella di una costruzione spaziale impeccabile e quella di uno spazio semantico inquieto. 

Ne deriva un’atmosfera di sospensione che, unificandole, dona una calma apparente che stimola lo spettatore ad interrogare ed interrogarsi sui grandi, ma anche piccoli, dilemmi della vita.

 

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