Le polpette con il manzo del giorno prima sono uno dei pezzi forte della nostra cultura. Ve le raccontiamo abbinandoci un Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese!

Le polpette fanno parte dei piatti del giorno dopo, pilastri della nostra tradizione. “Quando ancora le famiglie si riunivano per i pranzi domenicali, con la nonna e tutti i parenti, avanzava sempre parecchio cibo. Che naturalmente non veniva buttato ma reinventato e riproposto il giorno dopo. Ricordo che, da mia nonna, c’era da mangiare fino al mercoledì. Lei ad esempio, il lunedì prendeva il bollito avanzato e tagliava la gallina lessata a fette, facendola dorata e fritta. Con la testina preparava delle insalate e con la carne, la nostra preferita, faceva le polpette” ci racconta il signor Giancarlo Ruggeri.

 E allora, direttamente dalle nostre tradizioni più belle, ecco come fare le polpette con il manzo del giorno prima.

  INGREDIENTI- Dosi per 4 persone

  • 400 grammi di manzo;
  • 50 grammi di salsiccia;
  • 50 grammi di mollica di pane;
  • 1 uovo;
  • latte QB;
  • 3 cucchiai di parmigiano;
  • prezzemolo;
  • aglio;
  • sale e pepe;

PREPARAZIONE

Tritare il manzo bollito finemente e aggiungere la salsiccia sbriciolata. Versare il latte nella mollica di pane. La mollica di pane serve ad ammorbidire la polpetta, in alternativa si possono usare le patate o la ricotta. All’impasto di manzo e salsiccia aggiungiamo uovo, parmigiano reggiano e agli che, secondo il signor Ruggeri, non deve mai mancare. Salare e pepare. Unire la mollica di pane al manzo e alla salsiccia e impastare. L’impasto deve essere abbastanza consistente, se è molle aggiungere il pane grattugiato se è troppo duro il latte. Le polpette non devono essere troppo grandi in modo che si cuociano bene anche all’interno. Passarle nel pan grattato e cuocere.

 COTTURA

Le polpette devono essere rigorosamente fritte. Come nelle Osterie di una volta dove, spesso, erano utilizzate per accompagnarle al vino.

 Le polpettine, in moltissime varianti, sono disponibili già pronte nell’angolo gastronomia della Macelleria Ruggeri, proprio come le facevano le nostre nonne.

IL VINO da abbinare: Pinot Nero Spumante Brut Metodo Martinotti Lungo  dell’Azienda Agricola Anteo

a cura di Patrizia Signorini dell’Enoteca Cremona

La polpettina fritta è un monumento della cucina italiana, una di quelle preparazioni “povere” che trasformano il recupero del cibo in un’arte direi quasi sacra che conquista chiunque in ogni tempo. Essendo cibo semplice, è preferibile che l’abbinamento col vino sia coerente con la scelta di prodotti tipici delle tradizioni del luogo di consumo: fermo restando che si tratta di un fritto, la scelta cadrà su un vino fresco e asciutto, non troppo di corpo, capace di sgrassare la bocca invitando ad un nuovo boccone. Ci stanno a meraviglia sia vini rossi che bianchi: nelle abitudini cremonesi rientra per lo più il bianco frizzante, quindi mi pare appropriato un Pinot Nero Spumante Brut dell’Oltrepò Pavese, una bollicina pregevole quanto immediata e facile purché ben fatta come quella prodotta dall‘Azienda Agricola  Anteo, a Rocca de’ Giorgi, in alta collina. Si tratta di un Metodo Martinotti Lungo, cioè spumantizzato in autoclave per oltre 6 mesi, quindi molto equilibrato, con basso residuo zuccherino, fragrante e leggero,  perfetto per competere con le nostre squisite polpettine. In alternativa, possono andare bene anche un Gutturnio frizzante o un Lambrusco emiliano purché ben secchi, o anche una giovane Schiava, che con la sua leggera struttura sottolinea il fritto con garbo.
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