No alle camere già fatte, molto meglio acquistare i pezzi base e, di anno in anno, aggiungere quello che serve! Gli indispensabili? Fasciatoio, cassettiera e lettino. E tanto spazio da riempire con giochi stimolanti che lo aiutino a scoprire il mondo!

Per l’architetto Francesca Alquati, che abbiamo imparato ad apprezzare per la sua capacità di coniugare praticità ed estetica, la camera del bimbo deve essere un ambiente duttile, in grado di crescere con lui e adattarsi alle sue esigenze, che cambiano continuamente.

“Non trovo necessario acquistare fin dalla nascita un modello di cameretta preconfezionato, molto strutturato e definito. Tante cose nella vita futura possono cambiare: la possibilità di avere o no altri figli, un cambio casa, o semplicemente una cameretta che costringa il bimbo – o la bimba – in uno spazio dove dopo qualche anno magari non si ritrova più! Credo che all’inizio bastino gli indispensabili: fasciatoio, cassettiera e lettino”.

Anche se in commercio esistono fasciatoi con la cassettiera inglobata, averli separati concede più spazio che, con un neonato, non basta mai; inoltre la cassettiera sarà facilmente riutilizzabile in una cameretta futura, mentre il fasciatoio dovrà prima o poi essere “archiviato”.Per quanto riguarda il lettino va benissimo il classico modello basico con le sponde, utilizzabile circa fino ai tre anni di età (investite invece su un buon materasso, ne va della salute della schiena!).

“I bambini hanno bisogno di sperimentare, muoversi e giocare. Mi piacciono le camerette con molto spazio libero da poter riempiere con palestrine, puzzle di cuscini o qualsiasi altro supporto dove poter giocare in libertà…”.

Se proprio si deve pensare a qualche complemento, una comoda poltroncina per allattare o dare il biberon è sicuramente il pezzo giusto. I neonati amano mangiare sempre nello stesso luogo, un posto tranquillo e riconoscibile che aiuta loro a rilassarsi e le mamme a godersi a pieno la magia di un momento unico.

Via libera anche alle mensole da parete che contengono senza togliere spazio alla zona gioco.

 E il decor? Assolutamente neutro. Sì al verde salvia, all’azzurro/blu e al bianco/avorio (magari con qualche decorazione o wallpaper). L’architetto Francesca Alquati sconsiglia i colori troppo baby, come il rosa o l’azzurro dappertutto, in favore di tonalità che, anche quando i piccoli diventeranno più grandi, stiano bene e si adattino all’età.

“Crescendo poi si andranno ad aggiungere i pezzi mancanti come la scrivania e il letto, che può anche essere ricavato da una rete, un materasso, un copriletto lungo fino a terra e una testiera acquistata separatamente. Una soluzione comoda fino ai sette, otto anni quando, poi, si sostituirà con un letto “da grande”, magari a una piazza e mezza, che lo accompagnerà per sempre…”

“Anche per l’armadio, che può essere acquistato insieme agli “indispensabili”, il suggerimento è di evitare i modelli da neonato, che sono certamente carini, ma poco pratici. Meglio un armadio modulabile e componibile che si adatta alle diverse esigenze di ogni età”.

Il tocco creativo? Una parete in sughero o in cartoncino, dove poter dipingere, attaccare adesivi e disegni e scatenare la creatività senza rovinare il muro. Un modo, ci spiega l’architetto Alquati, per stimolarli e lasciarli liberi di essere bambini pur con un certo controllo”.

Se avete bisogno di contattare l’architetto Francesca Alquati per progetti, anche della cameretta del vostro bimbo, 3292010621 oppure arch.francescalquati@gmail.com

Pubblicato il