Si alla tradizione, ai colori classici e alle luci monocolore. Se invece si vuole osare c’è sempre l’albero oro rosa abbinato al bianco. Il must di quest’anno!

Per l’architetto Francesca Alquati non ci sono dubbi: il Natale è tradizione e, come tale, va rispettata anche negli addobbi.

“Le luci multicolore le vedo più adatte a un negozio o un centro commerciale. In casa meglio tenerle di un’unica tonalità, più elegante e calda. Per chi preferisce più colori ci sono luci bicolore, bianche e gialle, sono davvero carine  ci spiega nel suo studio di via Anguissola.

Il segreto per un albero illuminato alla perfezione? Ci sono due metodi. Il primo consiste nel sistemare le lucine in verticale, posizionandole in profondità, sui rami più nascosti. Il secondo, invece, nel percorrere l’albero con giri concentrici uniformi. L’importante è che siano ben distribuite.

Lei, ad esempio, per casa sua ha scelto i colori tradizionali rosso e oro anche se, come ci spiega ridendo, ha dovuto optare per un albero di Natale piccolo perché nemmeno il suo gatto sa resistere alla magia di questo periodo.

Quest’anno, oltre ai classici oro-rosso e argento-blu è molto in voga l’oro rosa abbinato al bianco. “Personalmente lo trovo delizioso e molto elegante” ci confida.

“Ogni casa ha il suo albero in base alle dimensioni e allo stile. Un albero enorme è perfetto in un salone spazioso, in una piccola mansarda basta qualcosa di più contenuto. L’importante è goderselo. Consiglio sempre di metterlo nella stanza in cui si passa più tempo, per averlo sempre sott’occhio e vivere davvero la magia del Natale”.

Si alle decorazioni esterne a patto che siano pensate. Una fila di lucine sul ballatoio messe “un po’ così” rischiano di ottenere l’effetto contrario. Meglio mettersi al tavolo e pensare a un progettino per un esterno che davvero si distingua per eleganza.

 Su una cosa l’architetto Francesca Alquati è categorica. No ai Babbi Natale appesi. Cosi come, in generale, no ai decori troppo eccessivi.

“Lo scopo di decorare la casa per il Natale” non è stupire. Ma celebrare una delle feste più belle dell’anno.

Secondo l’architetto Alquati il presepe va fatto se davvero gli si attribuisce un valore religioso.

 Personalmente preferisco i presepi storicamente attendibili. Gesù è nato in Palestina. Piuttosto che pini e neve finta meglio ricreare le dune del deserto e l’atmosfera orientale. Anche se mi rendo conto che richieda una preparazione più lunga. Ma il bello del Natale è anche questo, prendersi del tempo tutti insieme per decorare la casa insieme ai famigliari, collaborare, scambiare idee e soprattutto…godersi queste magiche giornate” ci confida.

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