Tartaro e placca sono pericolosi nemici anche per gli amici cani. Abbiamo chiesto al nostro veterinario di fiducia di spiegarci come funziona la pulizia dei denti del cane, quando è il caso di eseguirla e sopratutto perché va assolutamente fatta in anestesia.

Ebbene si anche il cane, ogni tanto, ha bisogno del “dentista” e di una bella pulizia per eliminare tartaro e placca. I nostri amici a 4 zampe, specialmente quelli di taglia piccola, sono soggetti a disturbi del cavo orale tanto quanto i loro proprietari

Il tartaro, non solo si ferma sui denti ma va ad insinuarsi anche sotto le gengive causando gengiviti che, se trascurate, sfociano in parodontiti. La parodontite, è una patologia piuttosto subdola che – se non curata – porta alla distruzione dei tessuti che assicurano sostegno e stabilità ai denti. Il suo epilogo finale è la caduta dei denti.

 La gengivite, come del resto la parodontite, è primariamente dovuta alla placca dentale, una sorta di patina appiccicosa che si distribuisce sulla superficie dei denti giorno dopo giorno. Dietro questo materiale opalescente si nascondono piccolissimi residui di cibo ed intere colonie batteriche. Tanto più vengono lasciati liberi di proliferare e tanto più questi batteri aderiscono tenacemente alla superficie del dente, richiamando minerali  ed altre sostanze, presenti nella saliva, che fungono da vero e proprio “scudo protettivo”. Questa sorta di corazza è chiamata tartaro

 L’alito cattivo è il campanello d’allarme che qualcosa non va. Con il progredire della patologia, compaiono anche gonfiore al muso, difficoltà masticatorie e dolore al contatto o dolore costante in bocca. Durante la visita annuale di controllo e di vaccinazione, il veterinario verificherà lo stato di salute del cavo orale e, nel caso, consiglierà una detartrasi, più semplicemente conosciuta come pulizia dei denti.

 Chiediamo alla Dott.ssa Mori Laura, Medico Veterinario, come si svolge questo intervento e perché è necessaria l’anestesia ?

“L’intervento viene effettuato con un apposito attrezzo ad ultrasuoni identico a quello utilizzato dal nostro dentista. L’anestesia è indispensabile per diversi motivi:

  • l’apparecchio funziona a ultrasuoni che sono onde sonore a una frequenza per noi non udibile, ma estremamente fastidiose per gli animali;
  • la rimozione del tartaro porta alla nebulizzazione di una carica batterica importante che, se inalata, può dare grossi problemi a livello polmonare. Fare respirare al cane (in un circuito anestesiologico chiuso) una miscela senza batteri, lo tutela da questo rischio;
  • la pratica è estremamente fastidiosa, per non dire dolorosa,soprattutto in un animale con parodontite;
  • la pulizia non si deve limitare alla asportazione del tartaro,ma va associata ad una completa ispezione delle tasche parodontali e alla valutazione, anche radiografica se è il caso, dei denti e delle radici dentali;
  • molto spesso i denti compromessi vanno estratti,altra operazione dolorosa senza anestesia;
  • dopo la pulizia si procede alla lucidatura dei singoli denti con una apposita pasta;

 Pertanto l’intervento richiede tempi e modi che difficilmente sarebbero compatibili con l’animale sveglio. L’intervento è a tutti gli effetti un atto medico che richiede valutazioni e competenze tipiche di un professionista veterinario. Non può assolutamente, nemmeno per legge, essere praticata al di fuori di una struttura veterinaria. Come tutti gli interventi in anestesia, andrà attuato solo dopo una attenta valutazione dello stato di salute del soggetto e dopo gli esami pre-operatori necessari” ci spiega la dottoressa Laura Mori.

A differenza degli umani, non c’è un tempo standard tra una pulizia e l’altra. Dipende da razza, tipo di alimentazione, forma del muso e altro. Sarà il veterinario a valutare di volta in volta le tempistiche corrette.

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