Oggi vi spieghiamo come funziona il riscaldamento a pavimento. Un sistema che, grazie alla temperatura costante e omogenea abbatte notevolmente costi e consumi.

Sempre più case, specialmente quelle con classi energetiche alte, hanno il riscaldamento a pavimento, una scelta molto confortevole, ecologica che riduce i costi di gestione.

 Diego Maestri, fondatore di IDM Rinnovabili, azienda fortemente votata alle energie pulite ci spiega come funziona.

Partiamo però da una curiosità. Non tutto lo sanno ma il riscaldamento a pavimento non è un’invenzione del nuovo millennio. Già negli anni 50-60, in pieno boom edilizio, venne introdotta una forma primitiva di riscaldamento a pavimento che però, a causa dei materiali utilizzati, rendeva i pavimenti troppo caldi causando mal di testa e malesseri accertati agli abitanti. Inutile dire che venne presto dimenticato fino a qualche anno fa.

 Oggi il riscaldamento a pavimento prevede l’utilizzo di materiali tecnologici, isolanti e all’avanguardia e non ha nessuna controindicazione se non l’estrema difficoltà a lasciare il delizioso caldo di casa nelle fredde giornate invernali.

Tutto si basa su dei tubi posti sotto il pavimento, posizionati sopra dei pannelli isolanti che ricoprono l’intera superficie della casa. I tubi sono collegati direttamente collettore di distribuzione che fa girare l’acqua riscaldata al loro interno. A ogni tubo corrisponde un circuito e, a seconda della grandezza dell’ambiente ci possono essere più tubi e più circuiti. Ad esempio, in una grande zona giorno adibita a pranzo e cucina verranno posizionati anche fino a cinque circuiti. In un bagno o in una camera da letto singolo ne basterà uno. Sia che si tratti di uno o di cinque tubi sono sempre regolati da un solo termostato.

Il riscaldamento a pavimento può essere alimentato da una caldaia tradizionale oppure da una pompa di calore o dall’impianto fotovoltaico. Il suo valore aggiunto rispetto all’impianto tradizionale è che riscalda in modo uniforme e, oltre alla sensazione piacevole per chi vive l’ambiente,non deve mai essere spento se non con l’arrivo della bella stagione.

 La temperatura dell’acqua che riscalda i tubi, infatti, è sempre costantemente tarata sui 30-40 gradi a differenza dell’acqua dei normali impianti che, al contrario, è a 70 gradi.

 Già di per sé questa differenza termica e l’omogeneità di un impianto che non deve continuamente essere acceso e spento riducono di molto i consumi. Se poi l’impianto a pavimento è collegato al una fonte di energia rinnovabile i consumi si riducono ancora di più fino a raggiungere l’autosufficienza.

Per informazioni e preventivi ecco i contatti di IDM Rinnovabili: 3406087932, idmsrl2002@libero.it

 

 

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