Fare di tutto affinché gli animali di casa stiano bene non è solo una questione di sensibilità o moralità. Ma un obbligo di legge. Ce lo spiega la dottoressa Caronna.

Abbiamo chiesto alla dottoressa Giuliana Caronna, medico veterinario e istruttore cinofilo di spiegarci le basi per il benessere degli animali di casa, anche in relazione alla legge.
“Non si può parlare di benessere degli animali d’affezione senza fare riferimento alle recenti norme del Regolamento Regionale 13 aprile 2017. La norma tratta di molti aspetti della vita dei pet ma guardando in particolare al solo articolo 6 che tratta responsabilità di chi possiede un cane, si evidenzia come il cane appartenga a una specie sociale e che stare in un gruppo, sia esso canino o umano o misto, è una necessità primaria. I suoi bisogni fisiologici ed etologici variano in base alle motivazioni di razza, fra essi vi è chi ama maggiormente le attività collaborative, chi le esplorative, chi le sociali (le razze non sono tutte uguali visto che sono state modificate dall’uomo). Anche all’età dei soggetti è importante ovvero un cucciolo ha esigenze differenti da cani adulti o anziani. Un cucciolo ha bisogno di fare esperienze in modo progressivo e gratificante per divenire, una volta adulto, capace di relazionarsi ai contesti umani nel quali i nostri cani sono oggi necessariamente calati. Nella norma è ben evidenziato come l’attività motoria e il contatto sociale siano indispensabili nella quotidianità. Adottare modalità di gestione tali da impedire il danno a terzi, ma vorrei aggiungere anche all’animale stesso (ricordiamoci sempre che lui appartiene ad un’altra specie e vede e percepisce il mondo in un modo diverso dal nostro) quindi dobbiamo preservarlo da situazioni che lo potrebbero porre in un pericolo. Un esempio la classica passeggiata in campagna dove se da una parte è sano lasciarlo libero di addentrarsi nei fossi, dall’altra bisogna impedirgli di entrare in canali artificiali in cemento da cui i cani non sono in grado di risalire. Il benessere è anche legato alla corretta gestione della prole che dire non staccare i piccoli dalla madre prima dei 2 mesi ma anche essere certi di avere delle adozioni sicure, se per altri motivi non si fosse già deciso di sterilizzare. Nella norma vi è anche il divieto di detenere cani alla catena. ERA ora. Buona lettura”.

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